Ho cercato in tutti i modi di non pensarci, mentre la davo via. I fatti si sono susseguiti velocemente, mischiati con le mille incombenze quotidiane, ed è stato quasi facile... non pensare... non realizzare.
Certo, la parte razionale di me, quella che poi,
alla fine, come sempre, ho seguito, ha ripetuto più e più volte che non valeva la pena tenerla e non usarla.
Perché una così è fatta per essere sfruttata. Non tenuta ferma. Però costa.
Troppo se hai due bambine.
E allora via, senza pensarci due volte, cercando di non ricordare i momenti passati assieme, l'adrenalina che scorreva, la gioia, pura, che ti dava. Perché se ti soffermi su quei ricordi non la lascerai mai andare.
Ce ne saranno altre nella vita. Magari più avanti. Te lo ripeti anche se non ci credi più di tanto, ma hai bisogno di dirtelo, di convincerti, perché separarsi da un pezzo del tuo cuore fa male.
Terribilmente male.
E così, quando l'hanno portata via, ed io immaginavo di vederla e salutarla, io e lei, per l'ultima volta, e invece era nascosta dentro e non l'ho potuto fare...
Ogni contenuto, che può essere testo, audio, video o altro,
è associato alla mia identità, magari tramite firma
digitale.
Ad ogni mio contenuto sono associati un certo numero di tag e altre
informazioni come il tipo, la data di produzione e di ultima modifica.
I contenuti sono linkati ad altri miei contenuti e linkano e sono
linkati dai contenuti di altri.
I contenuti si possono aggregare.
In questo modo ottengo i blog 3.0: aggregando alcuni dei miei
contenuti con uno o più specifici tag (uno di questi è,
ad esempio, il tag "blog_post").
Quando un altro utente commenta un mio post, produce un contenuto con
un link al mio post. Questo contenuto viene visualizzato
nell'aggregazione relativa ai commenti del mio post, ma anche, ad
esempio, nel blog dell'utente che ha commentato. E così quel
commento è sia post sia commento. E ci saranno commenti al
commento e così via, tutti a formare una rete di contenuti che
possono essere acceduti tramite varie "viste".
E poi tutti i contenuti possono essere votati. E quindi posso
aggregare i contenuti "migliori", magari filtrati con specifici tag e/
o autori. Ma posso anche usare i meccanismi di social ranking basati
sui link.
Così mi piacerebbe di più. Sarebbe più
interattivo. Perché, ad esempio, non perderei di vista i
commenti fatti ai post di altri e i trackback, che nessuno capisce
cosa siano e come si usano, finalmente funzionerebbero.
Basterebbe usare un po' di XML e XSLT. E aggiungere qualche
interfaccia user-friendly. Magari con AJAX, che va di moda.
Soprattutto perché ormai pensavamo di avere in tasca il risultato e invece ora la partita si riapre.
E poi una botta così, ti leva la baldanza e non sai se hai voglia di rischiare ancora. Ma andiamo con ordine:
erano tre giorni di fila che G non voleva il pannolino per andare a dormire. "Sei sicura?" Sì, sì, faceva lei con la sua testolina e lo sguardo compito di chi è certo delle sue decisioni. "Va bene, però prima di andare a letto, andiamo a fare la pipì" e poi, nel momento della buona notte "mi raccomando! Se devi fare la pipì, chiama papà"
E poi, il mattino dopo, controllate le lenzuola, "Che brava! Sei stata proprio brava!"
Così per tre giorni. Ma stanotte...
Ore 2.23
G piange. Gomitata di A, che vuol dire "caro tesoro, ti dispiacerebbe alzarti e vedere cos'ha la bambina? Grazie, sai.". Arrivo in camera e G, piangendo: "Ho freddo!".
Passo la mano sulle lenzuola e... torno da A: "ho bisogno di una mano. Ha fatto la pipì". A si alza, "cosa c'è? Cosa devo fare?", "Tirami fuori un cambio completo e delle lenzuola" [è lei la padrona dei cassetti...].
Leggo chiaramente negli occhi di mia moglie OUT OF ORDER.
Lavo e cambio G. La infilo nel lettone. Disfo e rifaccio il letto [alla meno peggio]. Riprendo G e la rimetto nel suo letto.
Oggi, per la prima volta, ho portato G a fare un giro sulla sua nuova bicicletta. Troppo grande per riuscire a pedalare da sola. Allora mi sono limitato a spingerla fino al parco lasciandole il controllo del manubrio e dandole indicazioni.
È risultato evidente il patrimonio genetico della madre.
Tra quattordici anni non sarò io a farle lezioni di guida. Promesso.
Visto che gattostanco sembra aver accolto il suggerimento di Alice che lo invita a scrivere una versione "buona" dei suoi auguri per il 2007, provo a dargli qualche suggerimento:
Quelli che... evitano di generalizzare.
Quelli che... fanno le cose non perché gli conviene, ma perché pensano sia giusto farle.
Quelli che... usano i feed lunghi.
Quelli che... usano i CSS pensando anche a chi leggerà il blog con un telefonino.
Quelli che... sanno usare i congiuntivi.
Quelli che... il peso dei libri che hanno letto nella vita, supera il proprio.
A: "Non ti fai la barba?"
P: "No."
A, con dipinto sul volto orrore e raccapriccio: "Come!??"
[ecco, pensavo di iniziare non prendendo la schiuma e non spalmandomela in faccia, poi non avrei preso la lametta, poi non...]
G sta in mezzo ai piedi mentre il papà e il nonno cercano di spostare il tavolo dallo studio alla sala da pranzo.
"G, non stare in mezzo!" le fa il papà, ma lei niente.
Alla fine, immancabilmente, si prende una botta in testa.
Lieve.
Ma sufficiente a farla restare male [da brava friulana, G è piuttosto permalosa...].
Dopo un po' torna da me, che continuo a spostare scatoloni nello studio. Si tocca la testa. "Papà! Mi sono aggiustata!"
[meno male! Mi pare che la garanzia fosse scaduta...]